A spasso per l’Europa con la ORA 5 Full Hybrid | oltre 1.500 km al volante della nuova ibrida cinese
Tra richiami rétro nel design, interni hi-tech e un powertrain full hybrid da 223 cavalli con cambio DHT a due rapporti, la crossover di Great Wall affronta una maratona autostradale dalla Franciacorta alla Baviera.

Negli ultimi anni il mercato dell’auto ci ha abituato a una transizione elettrica a volte frenetica, ma è nel comparto delle full hybrid che molti automobilisti europei continuano a cercare il punto d'equilibrio ideale tra efficienza, libertà d’utilizzo e costi d'esercizio. È proprio in questa cornice che si inserisce la GWM Ora 5 Full Hybrid, protagonista di una maratona su lunga distanza di oltre millecinquecento chilometri tra andata e ritorno, con partenza dalla Franciacorta e arrivo in Germania, toccando tappe storiche come Monaco di Baviera, Norimberga e Ratisbona.

Design: citazioni nobili e personalità propria - Al primo sguardo, l’Ora 5 non passa inosservata. Il frontale attinge senza troppi timori all'immaginario delle sportive tedesche, con proiettori circolari a tecnologia full LED e nervature sul cofano che richiamano da vicino le linee della Porsche 911. La calandra anteriore, quasi del tutto carenata, fa pensare a un’elettrica pura, peraltro regolarmente presente a listino, mentre al posto del classico stemma Great Wall campeggia il punto esclamativo del sub-brand Ora, sovrastante una generosa presa d'aria inferiore incaricata di raffreddare la meccanica a benzina.
Lungo la fiancata emergono volumi muscolosi e superfici morbide che strizzano l'occhio a crossover compatte note al nostro mercato, come la Fiat 500X. Le proporzioni parlano chiaro, con una lunghezza complessiva di quattro metri e quarantasette e un passo generoso di due metri e settantadue, posizionandola esattamente a cavallo tra il segmento B e il segmento C, valorizzata da cerchi in lega diamantati da diciotto pollici con spalla cinquanta. È però la coda a mostrare l'anima più originale e inedita della vettura: la fanaleria principale è celata in una sottile fascia luminosa a filo con il lunotto posteriore, lasciando indicatori di direzione e luci di retromarcia nello scudo paraurti. Il vano bagagli offre una capienza compresa tra trecentonovanta e oltre 1080 litri a schienali abbattuti, garantendo una volumetria onesta e regolare, benché priva di botola passante per gli sci.

Vita a bordo: ergonomia e spazio da ammiraglia - Salendo a bordo si percepisce subito la cura riservata agli accoppiamenti e alla scelta dei materiali di rivestimento. I sedili a regolazione elettrica, offerti di serie su tutta la gamma, garantiscono un buon contenimento laterale e sostengono la schiena senza affaticare durante le lunghe ore di guida.
L’impostazione della plancia unisce suggestioni minimaliste a tocchi stilistici ricercati. Il volante a due razze dal diametro ben calibrato si sposa con una serie di comandi fisici a levetta d'ispirazione Mini e un tunnel centrale a due livelli, provvisto di vano inferiore, ricarica a induzione e prese USB di tipo C. Davanti al guidatore spicca il cruscotto digitale da oltre dieci pollici ampiamente configurabile, capace di riprodurre la mappa di navigazione a tutto schermo, mentre al centro svetta il display dell'infotainment da quattordici pollici e mezzo, ben leggibile sotto ogni angolatura di luce, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto e supportato da telecamere perimetrali nitide.
Fedele alla consuetudine costruttiva orientale di privilegiare il comfort di chi siede dietro, l'Ora 5 sfoggia un'abitabilità posteriore da categoria superiore, dove il pavimento piatto, le bocchette del clima dedicate e l'ampio spazio per le gambe permettono a cinque passeggeri di viaggiare in piena comodità.

Sotto il cofano: Full Hybrid con cambio DHT - Il piatto forte della vettura risiede nell'architettura ibrida. Il sistema abbina un propulsore termico quattro cilindri turbo da un litro e mezzo a due motori elettrici, per una potenza combinata di 223 cv e una coppia motrice di 476 Nm.
La vera novità tecnica risiede nella trasmissione, che evita i variatori continui e il fastidioso effetto di slittamento in accelerazione. L'auto sfrutta infatti un cambio DHT a due rapporti meccanici, capace di offrire una spinta lineare, reattiva e silenziosa, molto vicina al comportamento di un'auto a batteria. Questo schema garantisce uno scatto da zero a cento chilometri orari coperto in sette secondi e sette decimi, modulabile attraverso i programmi di guida Eco, Normal e Sport, con la taratura intermedia che si rivela la più armoniosa per bilanciare brio ed economia d'esercizio.

Su strada: la prova dell'autobahn - Sul banco di prova delle arterie veloci tedesche e dei tratti alpini, la vettura si è dimostrata una passista solida ed equilibrata. L'architettura sospensiva, forte di un avantreno MacPherson e di un retrotreno a bracci multipli Multilink, lavora in sinergia con la spalla generosa degli pneumatici per filtrare senza scossoni giunti autostradali e fondi irregolari.
Lo sterzo, pur con una demoltiplicazione votata al comfort, trasmette fedelmente l'aderenza delle ruote e richiede minime correzioni nei curvoni veloci, mentre l'impianto frenante a quattro dischi gestisce il recupero energetico senza manifestare la spugnosità tipica di molte ibride. Anche la suite di sicurezza e assistenza alla guida di livello due convince pienamente: il sistema di monitoraggio dell'attenzione tramite telecamera sul montante, spesso troppo invadente su altre vetture di analoga provenienza, interviene con discrezione e solo quando strettamente necessario.
Particolarmente indicativo è il capitolo dei consumi rilevati. A fronte di un valore medio dichiarato di poco superiore ai cinque litri per cento chilometri, l'Ora 5 ha completato la prima parte del percorso autostradale di quasi ottocento chilometri fino a Ratisbona mantenendo andature da codice attorno ai 130 orari, registrando una media reale di 6,1 litri per cento chilometri e conservando ancora una novantina di chilometri di riserva sul serbatoio originario.
La GWM Ora 5 Full Hybrid supera a pieni voti l’esame dei lunghi tragitti continentali. Al di là dei richiami estetici ad alcune icone occidentali, la vettura convince per sostanza costruttiva, insonorizzazione acustica impeccabile, grande spazio per i passeggeri e una meccanica ibrida efficiente che archivia definitivamente le incertezze dei vecchi sistemi a variazione continua. Una proposta concreta e matura per chi cerca una stradista confortevole senza vincoli di ricarica.





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