GWM Tank 300 | quando l’avventura comincia dove finisce l’asfalto
Telaio a longheroni, trazione integrale con ridotte e 408 CV ibridi plug-in: la GWM Tank 300 affronta la pista di Only of Road, a Gravellona Toce, tra salite, forti inclinazioni e discese impegnative, dimostrando che il look da fuoristrada è sostenuto da una meccanica all’altezza dell’avventura.

Squadrata, muscolosa e con la ruota di scorta fissata al portellone, la GWM Tank 300 non ha bisogno di presentazioni per dichiarare le proprie ambizioni. Il frontale verticale, i fari circolari, i passaruota pronunciati e gli sbalzi contenuti richiamano la tradizione dei fuoristrada più autentici. Lunga 4,76 metri, larga 1,93 e con un passo di 2,75 metri, ha una presenza imponente, ma sono soprattutto le proporzioni a raccontare la sua vocazione: affrontare il terreno difficile senza troppi compromessi.
Dentro, spazio e tecnologia
L’accesso al bagagliaio avviene attraverso il portellone incernierato lateralmente, con la ruota di scorta a vista. La volumetria della versione plug-in è di 360 litri, che diventano 1.520 abbattendo il divano posteriore. La soglia alta e l’apertura laterale richiedono un po’ di attenzione, ma la forma del vano consente di organizzare agevolmente i bagagli per un viaggio o un’escursione.
Dietro, l’abitabilità è buona, con una seduta rialzata e spazio sufficiente per affrontare trasferimenti di una certa durata. Davanti, il posto guida offre una posizione dominante, che aiuta a leggere il percorso e a controllare gli ingombri del cofano. Le finiture cercano un equilibrio tra robustezza e ricercatezza: rivestimenti curati, superfici morbide e dettagli decorativi convivono con maniglie di appiglio e comandi che ricordano la destinazione d’uso.
La plancia è moderna, dominata da due display da 12,3 pollici, uno per la strumentazione digitale e l’altro per l’infotainment. Il cockpit può visualizzare informazioni utili nella guida in fuoristrada, compresi gli angoli d’inclinazione e lo stato dei bloccaggi. Per le funzioni principali, comunque, restano preziosi i comandi fisici, più immediati da individuare quando il fondo diventa sconnesso. Tra gli aiuti più interessanti c’è la telecamera a 540 gradi con visualizzazione del sottoscocca, che permette di individuare ostacoli altrimenti nascosti alla vista.
La prova: appuntamento a Gravellona Toce
È però sulla pista di Only of Road, a Gravellona Toce, che la Tank 300 mostra il suo lato più interessante. Il percorso alterna salite impegnative, passaggi in diagonale, forti inclinazioni laterali, discese ripide, dossi e tratti sconnessi. Un banco di prova concreto, nel quale non bastano potenza e altezza da terra: servono controllo della coppia, motricità e capacità di mantenere le ruote in contatto con il terreno.
La protagonista del test è la Hi4-T plug-in hybrid. Il sistema abbina un quattro cilindri 2.0 turbo a benzina da 245 CV a un motore elettrico da 163 CV, per una potenza complessiva di 408 CV e una coppia massima di 750 Nm. La batteria da circa 37 kWh permette inoltre di percorrere fino a 95 chilometri in modalità elettrica nel ciclo WLTP dichiarato per la versione italiana. Ma qui interessa soprattutto come l’elettrificazione venga messa al servizio dell’off-road: la risposta pronta del motore elettrico aiuta a dosare la spinta alle basse velocità, quando la progressione deve essere precisa e senza strappi.
Il cambio automatico a nove rapporti lavora insieme al riduttore, che moltiplica la coppia e consente di procedere lentamente sui passaggi più impegnativi. La trazione integrale è meccanica e non dipende esclusivamente dalla carica della batteria: anche quando questa si esaurisce, il collegamento tra gli assi resta assicurato. Una scelta importante per chi cerca un mezzo da utilizzare lontano dall’asfalto.

Telaio e sospensioni: la sostanza conta
La Tank 300 è costruita attorno a un telaio a longheroni, con scocca separata: una soluzione tradizionale, robusta e adatta a sopportare le sollecitazioni della guida in fuoristrada. Le sospensioni anteriori indipendenti a doppio braccio oscillante sono abbinate a un assale rigido posteriore con schema a cinque bracci. Il risultato è un compromesso pensato per combinare controllo delle ruote, articolazione e resistenza sui fondi irregolari.
Quando si affronta una salita, la coppia generosa aiuta a mantenere un avanzamento regolare; in discesa, il controllo elettronico della velocità e le marce ridotte consentono di procedere senza affidarsi continuamente al pedale del freno. Nei passaggi inclinati, invece, la posizione di guida rialzata e le informazioni mostrate sul display aiutano a leggere meglio la situazione, mentre la struttura del veicolo trasmette una sensazione di solidità.
La geometria fa il resto. Nella versione plug-in, l’altezza minima da terra è di 222 millimetri, con angoli di attacco, dosso e uscita rispettivamente di 32, 22 e 33 gradi. Valori leggermente inferiori a quelli della diesel, ma comunque adeguati ad affrontare ostacoli importanti. La profondità di guado dichiarata raggiunge i 70 centimetri.

Nove programmi per cambiare terreno
La gestione della trazione prevede le modalità 2H, 4H e 4L, quest’ultima con ridotte, e nove programmi di guida che adattano la risposta del sistema alle condizioni del fondo, tra cui fango, sabbia, roccia, neve e percorsi montani. Sui tratti più impegnativi entrano in gioco anche i bloccaggi dei differenziali anteriore e posteriore, utili quando una o più ruote perdono aderenza e occorre trasferire la coppia a quelle che possono ancora garantire trazione.
Tra le funzioni dedicate c’è anche il Tank Turn, che agisce frenando la ruota interna per ridurre il raggio di sterzata e facilitare le manovre negli spazi stretti. Non è un semplice gadget: su un percorso tortuoso, dove correggere la traiettoria può essere complicato, può fare la differenza.
La prova di Gravellona Toce mette così in evidenza la doppia anima della Tank 300. Da una parte, un abitacolo digitale e confortevole; dall’altra, una meccanica fedele alla scuola dei fuoristrada veri. La motorizzazione plug-in aggiunge una spinta vigorosa e una risposta immediata, ma non sostituisce telaio, riduttore e differenziali: li affianca. Ed è proprio questo il punto di forza della GWM. Non si limita a sembrare pronta per l’avventura: sulla pista, tra salite, inclinazioni e discese, dimostra di avere gli strumenti per affrontarla.






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