Fenomenologia dell’inafferrabile Elon Musk

L’inarrestabile ascesa di Elon Musk, fondatore di Tesla, vulcanico e inimitabile imprenditore che vuole volare su Marte.



Primo luglio 2003: nasce Tesla. L’anno dopo, lo sconosciuto Elon Musk entrò a far parte della società come investitore principale. Obiettivo numero uno dichiarato dall’imprenditore sudafricano, accelerare la transizione del mondo all'utilizzo di fonti di energia rinnovabili. All’epoca, l’uomo di Pretoria (nato il 28 giugno 1971) viene deriso da più parti. Infatti, nel mondo, comandano l’auto a gasolio e a benzina.


Noi ci ricordiamo perfettamente che si parlava di utopia, pertanto irrealizzabile. Un palloncino destinato a scomparire nel cielo assieme alle sue idee. Ma, come un tornado, Tesla si abbatte sul settore automotive, rivoluzionandolo. Ad agosto 2015, per Forbes, la Casa californiana è l'azienda più innovativa del globo terracqueo. Col dieselgate planetario del 2015 e 2016, il Costruttore americano comincia davvero a seminare il panico fra i dinosauri in via d’estinzione.


Così, nel 2020, Tesla abbatte clamorosamente il muro di un milione di auto elettriche prodotte. E, nel 2021, l’azienda USA vale addirittura 1.000 miliardi di dollari. In parallelo, Musk diventa l’uomo più ricco al mondo con un patrimonio di 270 miliardi di dollari, liretta più liretta meno.


In quanto alla crisi dei chip che devasta tutti i Gruppi automobilistici, Tesla se ne impippa allegramente. Mettendo nel mirino almeno 1,5 milioni di euro prodotti nel 2022, e potendo ambire alla cifra mostruosa di 2 milioni di esemplari. Il segreto? Musk non ha voluto dipendere da Taiwan per avere i processori: no alla delocalizzazione feroce per risparmiare, e sì alla qualità. Con riprogettazione interna e commessa a nuove aziende in grado di produrre i semiconduttori, ovviamente con firmware che li renda compatibili con le elettriche.


Oggi, chi compra Tesla lo fa anche per status symbol. Guida il futuro. Ha in mano un oggetto desiderato, imitato, studiato. Prestazioni straordinarie, autonomie elevatissime. Coi Supercharger, sempre in ordine ed efficienti, che danno la possibilità di fare il pieno alle elettriche californiane in fretta e in sicurezza.



Musk diviene irraggiungibile anche sotto il profilo dell’immagine. Sfrutta il vantaggio competitivo in termini temporali. E al contempo stupisce, utilizzando fantasia e creatività. Se altri arrivano all’auto elettrica, lui vuole volare su Marte con SpaceX. Se un colosso come la Cina sostiene che i satelliti di Musk creano traffico lassù, Elon risponde che nello spazio ci si può stare tutti comodamente senza agitarsi.


Il vulcanico imprenditore intende anche preservare l’umanità dall’estinzione, riducendo il riscaldamento globale e sfruttando tecnologie tali da divorare l’anidride carbonica. In quanto alle critiche sulle fonti sporche per produrre elettricità, Musk punta fortissimo sulle rinnovabili: fa nascere corrente dal pulito.


Non ultimo, se la vostra linea Internet non vi soddisfa, sappiate che Musk ambisce a fornire Internet ad alta velocità e bassa latenza al mondo. Grazie alla propria costellazione di satelliti.


Esaltante il suo desiderio di scoperta, come fosse al comando dell’Enterprise, verso mondi ignoti.


Difetti? Tantissimi, essendo un essere umano. Ma evidentemente il fascino del marchio e della persona sono talmente irresistibili da risultare uno straordinario trampolino di lancio per Tesla. Verso Marte.

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