Ferrari Luce: a San Francisco nasce il nuovo volto dell’elettrica di Maranello
- Marcelo A. Poblete

- 7 ore fa
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Tra vetro, minimalismo hi-tech e richiami storici, gli interni della prima Ferrari elettrica segnano una svolta audace che divide tra innovazione e tradizione.

San Francisco diventa il palcoscenico di una svolta storica per Ferrari. Nella città simbolo dell’innovazione e della cultura tech, il Cavallino Rampante ha svelato gli interni della nuova Ferrari Luce, modello destinato a inaugurare il primo capitolo 100% elettrico della casa di Maranello.
Un debutto che non riguarda solo la tecnologia di propulsione, ma soprattutto un nuovo linguaggio stilistico, destinato a far discutere.
A firmare l’impostazione degli interni è Jony Ive, il designer che ha rivoluzionato il mondo dell’elettronica di consumo con iPhone e iPad. Una collaborazione che segna un punto di rottura evidente con il passato e che porta nell’abitacolo Ferrari un’estetica dichiaratamente ispirata al mondo Apple: superfici pulite, essenzialità formale, centralità dell’esperienza utente.
La plancia è il manifesto di questa visione. Le plastiche tradizionali lasciano spazio a un uso esteso del vetro strutturale, satinato e stratificato, che avvolge display e comandi in un’unica superficie continua. La sensazione è quella di trovarsi davanti a un grande dispositivo tecnologico, più che in un abitacolo automobilistico. Il vetro non è solo un elemento estetico, ma anche funzionale: integra comandi touch e fisici, feedback aptici e pulsanti invisibili che emergono solo quando necessari.
Rivoluzionaria anche la chiave che inserita in plancia cambia colore in base allo stato dell'auto.
Proprio i pulsanti rappresentano una delle soluzioni più innovative: scompaiono, si illuminano, vibrano sotto le dita, riducendo al minimo l’ingombro visivo. Una scelta coerente con la filosofia di Ive, che punta a eliminare il superfluo, ma che potrebbe dividere chi è abituato al rapporto fisico e meccanico con l’auto.
Il mix è tra tradizione e innovazione, basti vedere le bocchette dell'aria essenziali.
In controtendenza rispetto a questa avanguardia tecnologica, i sedili sorprendono per il loro richiamo al passato. Minimalisti, sottili, quasi sospesi, evocano le Ferrari sportive degli anni Sessanta e Settanta, dove la forma seguiva rigorosamente la funzione. Anche il volante guarda indietro: diametro più generoso, razze pulite, pochi comandi, una citazione evidente delle Ferrari storiche da competizione.
Il risultato finale è affascinante, raffinato, radicale. Forse troppo. La Ferrari Luce sembra voler parlare un linguaggio nuovo, universale, tecnologico, ma rischia di allontanarsi da quell’estetica passionale e meccanica che ha sempre definito il marchio. È una Ferrari che guarda più alla Silicon Valley che a Maranello, più al futuro digitale che al rombo di un motore.
Ora la parola passa agli appassionati, giudici supremi di ogni svolta del Cavallino. La Ferrari Luce rappresenta una visione coraggiosa e coerente, ma sarà il tempo – e il cuore dei ferraristi – a stabilire se questa nuova luce illuminerà davvero il futuro di Maranello o se resterà una deviazione troppo distante dalla sua anima.





















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