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Nuovo Codice della Strada: monopattini elettrici ancora più pericolosi per tutti

La legge di conversione del decreto Infrastrutture introduce una miriade di novità: la più importante, anche per gli automobilisti, riguarda i monopattini elettrici.



Dimezzati gli importi delle multe per chi sgarra viaggiando sui monopattini elettrici. Che potranno circolare addirittura sulle strada statali, come le bici. Questa la novità più importante del nuovo Codice della Strada, appena riformato dal Governo Draghi con la legge di conversione del decreto Infrastrutture: norme in vigore da oggi. Così, i monopattini elettrici diventano ancora più pericolosi per tutti: per i monopattinisti stessi, ma anche per chi va in auto, in moto, e per i pedoni. Inizialmente, l’obiettivo numero uno annunciato in sede di legiferazione era arginare il fenomeno degli incidenti in Italia nel 2021: secondo Confarca autoscuole, un morto al mese, e 14.000 feriti gravi. Si puntava a patentino AM obbligatorio per guidare le tavolette a rotelle, casco per i minori, assicurazione Rc Responsabilità civile obbligatoria, targa per consentire l’individuazione del proprietario e il monitoraggio tramite telecamere. Risultato: maglie più larghe, anziché il giro di vite.

Comunque, c’è anche qualche norma (abbastanza) buona. Ai titolari di patente di guida di categoria B, per il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kW/t, con un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW. Ecco la novità: le limitazioni non si applicano se, a fianco del conducente, si trova, in funzione di istruttore, un esperto. Ossia una persona di età non superiore a 65 anni, munita di patente valida per la stessa categoria, conseguita da almeno 10 anni, o valida per la categoria superiore. Fra le mille piccole nuove regole, spicca quella dei dispositivi proibiti in auto. È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l'allontanamento delle mani dal volante.

Se guidi senza documenti, perché dimenticati a casa, non dovrai presentarti per esibirli al Comando di Polizia: le Forze dell’ordine controlleranno l'esistenza e la validità della documentazione richiesta tramite consultazione di banche di dati o archivi pubblici. Gestiti da Amministrazioni dello Stato. Attenzione, giustissima questa norma: ai veicoli al servizio di persone con disabilità, titolari del contrassegno speciale, è consentito sostare gratuitamente nelle aree di sosta o parcheggio a pagamento, qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati. E i Comuni che perdono soldi si rifaranno aumentando, però, gli importi della sosta.

Per la sosta dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza o di genitori con un bambino di età non superiore a 2 anni, arriveranno in futuro le zone rosa. Da usare con i permessi rosa. La regola però taglia fuori misteriosamente i nonni. Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono dare la precedenza ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali. O che si trovano nelle loro immediate prossimità.

Non ultima, una news per i ragazzi. Diviene permanente il raddoppio da 6 a 12 mesi della durata del Foglio rosa, che consente di esercitarsi al volante con un esperto accanto. Salgono da 2 a 4 i tentativi utili per superare l’esame di guida. Infine, un dubbio. I Comuni ora sono obbligati a pubblicare i proventi delle multe sul proprio sito istituzionale. Mentre il ministero dell’Interno, a sua volta, deve pubblicare online i dati di tutti i Comuni. Target: impedire che le amministrazioni locali facciano cassa con gli autovelox. Ma non ci saranno multe per gli Enti locali non adempienti. E allora, questa regola a che serve?


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