ASI Fest 2026 per i primi 60 anni | a Misano la storia torna a correre
Due giorni al Misano World Circuit tra auto e moto d’epoca, mezzi militari, trattori, camion e autobus. Ma soprattutto con la possibilità di salire a bordo delle storiche e assaporare la pista da un punto di vista decisamente speciale. Così abbiamo vissuto l’ASI Fest, la grande festa organizzata per i 60 anni dell’Automotoclub Storico Italiano.

Ci sono giornate in cui un autodromo sembra quasi una macchina del tempo. A Misano è successo davvero. Basta entrare nel paddock, seguire il rumore di un motore che si avvia e, nel giro di pochi metri, passare da un’elegante automobile anteguerra a una sportiva degli anni Settanta, da una moto da competizione a un camion, un trattore o un mezzo militare.
È questa la sensazione che ci ha accompagnato nei nostri due giorni all’ASI Fest, l’evento con cui l’Automotoclub Storico Italiano ha festeggiato i suoi primi sessant’anni trasformando il Misano World Circuit in un enorme museo a cielo aperto. Museo, però, è una parola che racconta solo in parte quello che abbiamo visto. Perché qui i mezzi storici non sono rimasti immobili dietro un cordone: si sono accesi, hanno sfilato e soprattutto sono tornati a correre.

Il momento che più di ogni altro ci ha fatto entrare nello spirito dell’evento è stato proprio quello trascorso in pista a bordo delle auto storiche.
Dal paddock alla pit lane cambia tutto in pochi secondi. Si chiude la portiera, il motore sale di giri e davanti compare l’asfalto del Marco Simoncelli World Circuit. Non ci sono display, modalità di guida o elettronica a filtrare le sensazioni: ci sono il rumore del motore, le vibrazioni che arrivano dal telaio e quella particolare atmosfera fatta di benzina, meccanica e gesti che appartengono a un'altra epoca dell'automobile.
Vedere una storica esposta è sempre affascinante. Sentirla accelerare tra i cordoli di Misano mentre si è seduti a bordo è tutta un’altra storia. È lì che si capisce davvero quanto siano cambiate le automobili e, allo stesso tempo, quanto certe emozioni siano rimaste identiche.
Durante il weekend la pista ha accolto turni dedicati ad auto e moto di epoche e categorie differenti, comprese le vetture alimentate con bio-benzina. Il risultato è stato una colonna sonora continuamente diversa, capace di raccontare decenni di evoluzione tecnica semplicemente ascoltando ciò che passava sul rettilineo.
La sorpresa dell’ASI Fest, però, arriva quando ci si allontana dalle sportive e dalle auto da collezione. Perché il motorismo storico raccontato dall’ASI ha confini molto più larghi.
Camminando tra paddock e box ci siamo trovati davanti moto, camion, autobus e pullman d'epoca, mezzi agricoli, veicoli militari e delle forze dell’ordine, insieme a velocipedi, imbarcazioni e velivoli storici.
Un caleidoscopio meccanico nel quale ogni mezzo raccontava un pezzo diverso della società italiana. I trattori e le macchine agricole ricordavano la trasformazione delle campagne e del lavoro; camion e veicoli commerciali quella dell’industria e dei trasporti; autobus e pullman riportavano alla memoria il modo di viaggiare di intere generazioni. Poco più in là, gli accampamenti con i mezzi militari sembravano ricostruire scene provenienti da un'altra epoca.
Ed è proprio questo continuo cambio di scenario a rendere piacevole la visita: all’ASI Fest non si seguiva un percorso prestabilito. Si passeggiava lasciandosi attirare ora da un cofano aperto, ora dal rumore di una moto, poi dalla mole di un vecchio autobus o dalla meccanica apparentemente semplice, ma ingegnosa, di un trattore storico.

Le grandi parate hanno sintetizzato perfettamente lo spirito della manifestazione. Sullo stesso asfalto normalmente riservato alle competizioni sono comparsi mezzi che difficilmente ci si aspetterebbe di vedere tra i cordoli di Misano.
Auto e moto, certo, ma anche camion, autobus, trattori e veicoli militari. Un'insolita invasione pacifica che per qualche momento ha trasformato il circuito in una fotografia in movimento della storia della motorizzazione.
E mentre a terra sfilavano decenni di meccanica, bastava alzare gli occhi per trovare un altro capitolo della stessa storia. Anche il cielo, infatti, ha fatto parte dello spettacolo, con i velivoli d'epoca e il richiamo alle Frecce Tricolori storiche, aggiungendo alla festa quella dimensione aeronautica che completa il racconto della passione italiana per i motori e per la tecnica.

L’occasione era importante: celebrare i 60 anni dell’Automotoclub Storico Italiano, nato nel 1966. E Misano ha riunito praticamente tutte le anime della Federazione, con circa 70 Club ASI arrivati da tutta Italia, le Commissioni, le collezioni, i veicoli centenari e numerosi protagonisti del motorsport.
Tra gli ospiti anche nomi che appartengono alla storia delle corse, come Giacomo Agostini, Arturo Merzario, Emanuele Pirro e Giancarlo Minardi. Non sono mancati momenti più istituzionali e culturali, compresa l’assegnazione alla memoria di Luciano Nicolis del Premio Nazionale ASI 2026 per il Motorismo Storico.
Ma ciò che ci portiamo a casa dopo due giorni a Misano è soprattutto un'immagine molto più semplice: quella di mezzi nati per muoversi che continuano a farlo.
È probabilmente questo il modo migliore per conservare la memoria motoristica. Restaurare, tutelare e raccontare, certo, ma anche accendere il motore e partire. Che si tratti di una sportiva, di una moto, di un trattore, di un camion o perfino di un vecchio autobus.
E dopo aver visto – e soprattutto vissuto – alcune di queste storiche tra le curve di Misano, una cosa appare evidente: sessant’anni dopo, la passione dell’ASI non ha alcuna intenzione di restare parcheggiata.





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