Follia METANO: Prezzi fuori controllo

La corsa al rialzo del Metano mette in crisi un intero settore della mobilità.


Per molto tempo si è pensato al metano ed al GPL come alternativa sostenibile per la mobilità, con ingenti investimenti da parte delle case automobilistiche, ma anche un crescente interesse da parte di molte aziende convertite alla produzione di bio metano, ricavato dai rifiuti.


Oggi tutto questo mondo, fatto di automobilisti, che nella maggior parte dei casi sono ancora alle prese con finanziamenti o mutui per l'acquisto del veicolo, distributori ed una filiera fatta di lavoratori ed imprenditori è in serio pericolo a causa di una corsa al rialzo, che sembra non avere fine e che, mai come in questo caso, si è sviluppata nel giro di pochi mesi.

A poco è servito l'adeguamento dell'IVA al 5 % previsto nella circolare dell'Agenzia delle entrate, che è scaduta l'8 luglio scorso; infatti, il costo alla pompa continua a crescere senza un vero e proprio intervento da parte del Governo, oramai declinato agli affari correnti.

La media è sopra ai 2 euro per un chilo di metano, con picchi che in alcuni casi superano i 3 euro. Questo significa che se una vettura a metano mediamente percorre dai 20 ai 30 km al kg, tutto il risparmio si vanifica, rendendo le vetture CNG poco appetibili per un utente medio, con un danno considerevoli per le case automobilistiche che hanno proposto veicoli altamente efficienti, che hanno visto crollare la domanda e con automobilisti una volta felici della loro scelta, pronti a liberarsi della loro auto, ma con un mercato del nuovo e dell'usato oramai fermo.


Sul fronte dei distributori, alcuni punti hanno adottato la riduzione del personale e delle ore di apertura, con un danno al settore evidente, visto che in Italia sono più di 1.500.


Le cause al momento sono di carattere speculativo, visto che gli effetti della guerra in Ucraina non sono ancora evidenti, ma è chiaro che il protrarsi della crisi potrebbe rendere ancor più preoccupante la situazione, a meno che non intervengano azioni governative a carattere europeo per calmierare i prezzi.

La speranza oggi è che il prezzo possa stabilizzarsi sotto i 2 euro al chilo, ma solo con l'arrivo dell'inverno si potrà fare il punto.


Dunque una crisi che vede appesi al filo automobilisti, distributori, aziende, enti pubblici, lavoratori ed imprenditori, in attesa che si intervenga con urgenza, per non vanificare una risorsa, in un settore in cui l'elettrico, al di fuori dei proclami, vede la sua strada in salita e costellata di numerose incognite, a partire dalle forniture di litio, con i paesi produttori a caccia del miglior offerente, senza calcolare i problemi logistici, alla crisi dei microprocessori che potrebbe aggravarsi con le tensioni da Taiwan e Cina.







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