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FRECCE DIMENTICATE | QUANDO LA DISTRAZIONE DIVENTA UN PERICOLO

3 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Indicatori di direzione sempre più ignorati, cambi di corsia improvvisi e rotonde affrontate senza segnalare le proprie intenzioni. Un malcostume diffuso che mette a rischio la sicurezza di tutti, soprattutto di motociclisti e pedoni. Eppure, per evitare situazioni pericolose, basterebbe un dito.

C'è un piccolo comando, sistemato a pochi centimetri dal volante, che molti automobilisti sembrano aver dimenticato. È la leva degli indicatori di direzione, comunemente chiamati frecce. Un dispositivo tanto semplice quanto fondamentale, il cui utilizzo dovrebbe essere automatico. E invece, sulle nostre strade, segnalare una svolta o un cambio di corsia sembra essere diventato, per alcuni, un gesto facoltativo. Quasi una cortesia, anziché un obbligo previsto dal Codice della strada.

Basta percorrere qualche chilometro nel traffico per rendersene conto. Automobili che svoltano improvvisamente, conducenti che cambiano corsia senza preavviso, veicoli che escono dalle rotatorie lasciando gli altri utenti nell'incertezza. Comportamenti spesso liquidati come piccole disattenzioni, ma che nascondono un problema ben più serio: la progressiva perdita del senso di responsabilità verso chi condivide la strada.

IN AUTOSTRADA IL RISCHIO SI MOLTIPLICA

È soprattutto in autostrada che questa superficialità può avere conseguenze drammatiche. A velocità elevate, un cambio di corsia non segnalato può trasformarsi in una manovra pericolosissima. Chi sopraggiunge deve interpretare in una frazione di secondo le intenzioni del veicolo che precede, magari frenando bruscamente o tentando una manovra d'emergenza.

Il problema diventa ancora più grave quando a essere coinvolto è un motociclista. Su due ruote, senza la protezione di una carrozzeria, anche un semplice spostamento laterale improvviso può provocare conseguenze devastanti. Una freccia inserita per tempo non garantisce da sola la sicurezza della manovra, ma offre a chi arriva alle spalle un'informazione preziosa, talvolta decisiva.

Eppure, osservando il traffico autostradale, non è raro vedere automobilisti che passano da una corsia all'altra come se fossero soli. Senza segnalare, senza verificare adeguatamente gli specchietti, talvolta senza considerare gli angoli ciechi. Una leggerezza che scarica sugli altri il compito di evitare l'incidente.

ROTONDE, IL REGNO DELL'INCERTEZZA

Anche le rotatorie sono diventate il simbolo di questa cattiva abitudine. Quante volte ci si trova fermi all'ingresso, aspettando un'automobile che poi esce senza averlo segnalato? Oppure si assiste a improvvise deviazioni che costringono altri conducenti a frenate inattese?

Utilizzare correttamente gli indicatori, soprattutto quello destro per comunicare l'uscita, significa rendere la circolazione più prevedibile, sicura e scorrevole. Non si tratta soltanto di agevolare gli automobilisti, ma anche di permettere a pedoni, ciclisti e motociclisti di comprendere le intenzioni di chi guida.

La strada, del resto, è uno spazio condiviso. E ogni manovra dovrebbe essere preceduta da un messaggio chiaro, non affidata all'intuito altrui.

UN DITO PUÒ FARE LA DIFFERENZA

La domanda, allora, è inevitabile: perché un gesto tanto semplice viene così spesso ignorato? Fretta, pigrizia, distrazione, eccessiva sicurezza nelle proprie capacità? Probabilmente un insieme di fattori, alimentato dalla convinzione che, se la strada sembra libera, segnalare non serva.

Ma è proprio questo il punto: la freccia non serve a chi la aziona, serve soprattutto agli altri. A chi segue, a chi precede e deve prevedere una possibile svolta, a chi sopraggiunge in moto, al pedone che aspetta di attraversare.

Segnalare per tempo le proprie intenzioni può ridurre il rischio di collisioni, tamponamenti e manovre improvvise. Non sostituisce l'obbligo di controllare e dare precedenza, ma aggiunge un elemento essenziale: la prevedibilità.

Forse sarebbe necessario riportare questo comportamento al centro dell'educazione stradale, accompagnando la sensibilizzazione con controlli più attenti. Perché la sicurezza non dipende soltanto da airbag, radar e sofisticati sistemi elettronici di assistenza alla guida.

A volte comincia da un movimento del dito, quasi impercettibile. Un gesto che richiede meno di un secondo, ma che può concedere agli altri il tempo necessario per evitare un incidente.

Le frecce non sono un optional. E usarle non è una gentilezza: è una responsabilità.

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© 2021 Copyright 8k  Showcar news testata giornalistica registrata Trib. BS. Direttore responsabile Marcelo A. Poblete

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