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VOLVO CARS, la crisi del marchio svedese | crollano gli utili, la Cina fa paura e l’elettrico non basta

47 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

Vendite in frenata, concorrenza cinese, dazi americani e margini sotto pressione. Il costruttore svedese vara un piano di rilancio, taglia 2.500 posti di lavoro e prepara tredici nuovi modelli entro il 2030.

Volvo attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente. Il marchio svedese, da sempre sinonimo di sicurezza, qualità e affidabilità, si trova oggi a fare i conti con una crisi che coinvolge l’intero settore automobilistico, ma che nel suo caso assume dimensioni particolarmente significative. Il rallentamento della domanda mondiale, la concorrenza sempre più aggressiva dei costruttori cinesi, i dazi statunitensi e le difficoltà della transizione verso l’elettrico stanno mettendo a dura prova i conti della società controllata dal gruppo cinese Geely.

I numeri dell’ultimo trimestre fotografano una situazione preoccupante. Nel terzo trimestre del 2026 Volvo Cars ha venduto a livello mondiale 141.609 automobili, con una flessione del 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma è soprattutto il risultato economico a destare allarme: i ricavi sono scesi da 86,4 a 66,9 miliardi di corone svedesi, mentre il risultato operativo rettificato è diventato negativo per 3,7 miliardi di corone. Il margine operativo è precipitato al -5,6%, contro il 6,7% registrato un anno prima. Anche il flusso di cassa libero ha evidenziato un pesante deficit, pari a 8,9 miliardi di corone.

Cina e Stati Uniti, i mercati più complicati

A pesare maggiormente è il mercato cinese, un tempo considerato uno dei principali motori di crescita del marchio. Nel terzo trimestre Volvo ha consegnato in Cina appena 20.284 vetture, il 40,6% in meno rispetto al 2025. I costruttori locali, forti di tecnologie avanzate, prezzi competitivi e tempi di sviluppo sempre più rapidi, stanno conquistando quote importanti anche nella fascia premium. Per Volvo, che deve confrontarsi con marchi come BYD, Nio e Xiaomi, la competizione è diventata particolarmente impegnativa. I ricavi generati sul mercato cinese sono diminuiti di quasi il 50% su base annua.

Non va meglio negli Stati Uniti. Nel terzo trimestre le vendite nelle Americhe sono scese del 14%, a 30.777 unità. Sulla domanda pesano la debolezza del mercato, la riduzione degli incentivi per le vetture elettriche e i dazi sulle importazioni, che penalizzano la redditività.

Europa, l’ultimo baluardo

Il quadro europeo appare decisamente più incoraggiante. Nel terzo trimestre la regione Europa e Resto del mondo, secondo la classificazione utilizzata dalla società, ha registrato 90.548 consegne, in crescita del 2%. Le vendite delle vetture completamente elettriche sono aumentate del 51%, raggiungendo 40.466 unità. Complessivamente, i modelli elettrificati hanno rappresentato il 64% delle consegne regionali.

Un risultato che dimostra come il mercato europeo continui a offrire opportunità, soprattutto per i nuovi modelli a batteria. Tuttavia, la crescita commerciale non è ancora sufficiente a compensare le perdite registrate negli altri grandi mercati.

Anche il bilancio annuale precedente aveva già evidenziato le prime difficoltà: nel 2025 Volvo Cars aveva venduto 710.000 automobili nel mondo, contro le 763.400 del 2024, con una contrazione del 7%. L’utile operativo rettificato si era fermato a 12,5 miliardi di corone svedesi, con un margine del 3,5%.

I motivi della crisi? Una transizione fin troppo complicata

Le difficoltà di Volvo hanno diverse origini. La prima riguarda la transizione elettrica, sulla quale il gruppo aveva puntato con decisione, fissando obiettivi molto ambiziosi. Il rallentamento della domanda, l’incertezza sugli incentivi pubblici, i prezzi ancora elevati e la concorrenza asiatica hanno però reso più difficile rispettare le aspettative.

A questo si aggiungono gli elevati costi di sviluppo delle nuove piattaforme, gli investimenti industriali, la pressione sui prezzi e un contesto internazionale caratterizzato da tensioni commerciali e oscillazioni valutarie. Il risultato è una compressione dei margini che rischia di compromettere la capacità di finanziare gli investimenti futuri.

Il piano di rilancio? Tagli e 13 nuovi modelli

Per invertire la rotta, il management guidato dall’amministratore delegato Håkan Samuelsson ha annunciato un ulteriore piano di risparmi da 5 miliardi di corone svedesi. La riorganizzazione comporterà una riduzione strutturale di circa 2.500 posti di lavoro a livello mondiale, di cui 2.000 in Svezia, attraverso uscite volontarie, mancato rinnovo dei contratti dei consulenti e riduzione degli organici.

Ma il rilancio non passerà soltanto dai tagli. Volvo punta a una nuova offensiva commerciale con tredici modelli elettrificati entro il 2030, sviluppati per rispondere alle differenti esigenze di Europa, Stati Uniti e Cina. Già nel 2027 saranno presentate tre nuove vetture.

La strategia prevede inoltre una maggiore flessibilità tecnologica, senza puntare esclusivamente sulle auto completamente elettriche, il rafforzamento delle sinergie industriali con Geely, una maggiore localizzazione della produzione e un controllo più rigoroso dei costi. L’obiettivo dichiarato è raggiungere nel lungo periodo un margine operativo superiore all’8%.

Tra le scommesse più importanti c’è la nuova EX60, che ha già raccolto oltre 50.000 ordini in Europa e rappresenta uno dei prodotti sui quali Volvo ripone maggiori aspettative.

Una sfida decisiva per il futuro

La crisi di Volvo Cars racconta, in realtà, le difficoltà di un’intera industria europea chiamata a reinventarsi in tempi rapidissimi. Il marchio svedese deve difendere la propria identità premium, recuperare competitività e tornare a produrre utili in un mercato nel quale i tradizionali equilibri stanno cambiando.

La sfida non è soltanto vendere più automobili, ma riuscire a farlo con margini adeguati, tecnologie competitive e costi sostenibili. Il futuro di Volvo dipenderà dalla capacità di trovare un equilibrio tra elettrificazione, redditività e nuove esigenze dei consumatori. Il prestigio del marchio, da solo, non sarà più sufficiente.

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© 2021 Copyright 8k  Showcar news testata giornalistica registrata Trib. BS. Direttore responsabile Marcelo A. Poblete

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