Carenza di batterie per auto elettriche: più pesante della crisi dei chip

Allarme nel settore automotive: ora, preoccupa la penuria di elementi per le vetture ecologiche.


E due. La prima batosta sui Gruppi automobilisti è stata la pandemia di Covid del 2020. Allorché i Produttori di chip, a Taiwan, hanno preferito vendere i microprocessori ai big dell’elettronica, che in quei mesi facevano affari d’oro, contro il crollo delle vendite delle vetture. Così, alla ripresa delle immatricolazioni, i Costruttori di veicoli sono rimasti senza semiconduttori. Mentre la seconda stangata è arrivata con la guerra fra Russia e Ucraina.


Infatti, siamo di fronte a un’imminente carenza di batterie per auto elettriche. Lo ha detto (al Wall Street Journal) RJ Scaringe, l’amministratore delegato di Rivian, Casa automobilistica statunitense che punta a far concorrenza a Tesla. La crisi dei chip viene definita dal boss come un piccolo antipasto di ciò che patiremo nei prossimi due decenni per le celle delle batterie. Questo sarà il piatto forte. Tutta la produzione mondiale di celle rappresenta meno del 10% di ciò di cui avremo bisogno tra 10 anni.


In più, le materie prime aumentano, e questo ha ricadute sul prezzo delle batterie per vetture a pila.


Gli fa eco il Center for Automotive Research: la produzione di celle della batteria non sarà in grado di soddisfare la domanda fino al 2030. Guai per 18,7 milioni di auto elettriche tra il 2022 e il 2029.


Vero che ci sono gli immensi investimenti nella realizzazione di nuove fabbriche tra USA ed Europa. Ma ci si è mossi tardissimo, in piena emergenza: servono tempo, investimenti, tecnologie di prim’ordine.


Mancano poi anodi e catodi, quali il cobalto, il nichel e il manganese. Per AlixPartners, tutto questo costerà alle Case 180 miliardi di euro.


Tant’è vero che S&P Global Mobility taglia per la seconda volta le stime sulla produzione globale di auto. La prima sforbiciata a marzo per l’invasione russa. Le fabbriche di tutto il mondo sforneranno 80,625 milioni di veicoli leggeri nel 2022: siamo a 930.000 in meno rispetto alle stime di marzo, che già erano state ribassate.


Senza contare la ripresa del coronavirus in Cina: qui, si dovrebbero assemblare 24,625 milioni di veicoli, l’1,6% in meno rispetto a quanto indicato a marzo. Proprio quel Paese dalle immense potenzialità sul quale tutti i Gruppi auto scommettono.


In termini numerici, qualora come pare la produzione di elettriche e ibride plug-in crescerà fino a sei volte fino al 2025, quella delle celle non sarà in grado di reggere il ritmo. Proprio come per i chip, quando c’erano macchine pronte ma senza semiconduttori, allora avremo mezzi senza batterie.


Ciliegina sulla torta, verranno a mancare i preziosi cablaggi dall’Ucraina, quei km di fili elettrici che scorrono nelle vene delle auto.


A questo punto, considerando la recessione, la pandemia, la crisi dei chip, la guerra in Ucraina, bisogna vedere se la proposta della Commissione Europea di imporre la produzione di solo elettriche dal 2035 starà ancora in piedi.


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