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Triumph Tracker 400 | piccola di cilindrata, grande nel carattere

Ispirazione flat track, posizione di guida tutta nuova e un monocilindrico da 42 CV: la Tracker 400 punta sul divertimento e su una ciclistica facile ma tutt’altro che banale.

Basta guardarla per capire dove vuole andare a parare. La Triumph Tracker 400 porta su strada l’immaginario delle gare flat track, senza però cadere nella tentazione del semplice esercizio di stile. Serbatoio scavato sui fianchi, piccolo cupolino, tabelle portanumero, codino compatto e Pirelli MT60 RS costruiscono una moto filante e muscolosa al punto giusto. È una 400, ma dal vivo ha presenza e proporzioni da moto “vera”.

La sensazione continua appena saliti in sella. La triangolazione è uno degli elementi che più caratterizzano la Tracker: rispetto alla Speed 400 il manubrio è 23 mm più largo e ben 134 mm più basso, mentre le pedane arretrano di 86 mm e salgono di 27 mm. Il risultato è una posizione attiva, con il busto leggermente proteso in avanti e i gomiti naturalmente aperti. La sella a 805 mm e il peso in ordine di marcia di 173 kg mantengono però tutto molto accessibile.

Ed è proprio la facilità a sorprendere nei primi chilometri. Con un interasse di appena 1.371 mm, la Tracker entra in curva rapida e intuitiva, cambia direzione con poco sforzo e nel misto stretto invita immediatamente a giocare. La forcella rovesciata Big Piston da 43 mm, con 140 mm di escursione, lavora insieme al mono posteriore da 130 mm privilegiando un buon compromesso tra precisione e comfort. Quando il ritmo sale il posteriore mostra una taratura piuttosto morbida, ma l'insieme rimane sincero e prevedibile.

Promosso anche l'impianto frenante. Davanti c'è un disco da 300 mm morso da una pinza radiale a quattro pistoncini, dietro un 230 mm. La risposta è progressiva, facile da dosare nella prima parte della corsa ma sufficientemente incisiva quando si stringe con decisione la leva. L'ABS Bosch completa un pacchetto coerente con una moto che vuole essere accessibile senza sembrare economica.

Poi c'è lui, il monocilindrico TR-Series da 398 cc, qui nella sua evoluzione più brillante: 42 CV a 9.000 giri e 37,5 Nm a 7.500. Non sono numeri da strappare le braccia, ma sulla Tracker funzionano perché il motore è pieno, regolare e soprattutto sfruttabile. Riprende con buona decisione già ai bassi, attraversa i medi con una bella spinta e invita a insistere con il gas fino alla zona alta del contagiri. Sopra i 7.000 giri qualche vibrazione arriva, soprattutto alle pedane, ma fa quasi parte del carattere di questo mono.

Cambio a sei marce preciso, frizione assistita e antisaltellamento leggera, comando del gas ride-by-wire ben raccordato: tutto contribuisce a rendere la Tracker 400 una moto immediata, ma non per questo piatta.

È forse questa la sua qualità migliore. Non servono velocità esagerate per divertirsi: basta una strada piena di curve. La Tracker 400 entra veloce, si lascia correggere senza protestare e permette di sfruttare praticamente tutto quello che il motore può offrire. Ha l'aspetto di una flat tracker, ma soprattutto possiede quella leggerezza di guida che trasforma anche un normale giro domenicale in una buona scusa per scegliere la strada più lunga.


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© 2021 Copyright 8k  Showcar news testata giornalistica registrata Trib. BS. Direttore responsabile Marcelo A. Poblete

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